Il dente cariato, così viene chiamata la struttura fatiscente davanti la stazione Termini, era un palazzo umbertino di sei piani, parzialmente demolito. Oggi per i romani quello è un luogo di degrado e disagio sociale.
Il piano del comune
L’obiettivo del Comune di Roma è trasformare l’edificio, da “plesso incompiuto e fatiscente” a “porta della città”. Anche perché oggi, ha ricordato Yuri Trombetti, il presidente della commissione patrimonio, “quel palazzo così non è una bellissima immagine per chi esce dai treni”. Per chi arriva in città, è un biglietto da visita che la Capitale vorrebbe proprio risparmiarsi. Ovviamente sono parole, dal punto di vista operativo nessun progetto o idea progettuale è stata presentata.
La consultazione preliminare
“L’obiettivo è arrivare a un’assegnazione tramite bando entro l’anno e avere un progetto e un assegnatario entro la fine della consiliatura. Sarebbe una rivoluzione per quel quadrante, trasformando un luogo di degrado in un’opportunità di sviluppo”, ha anticipato Tobia Zevi. Sulle possibili destinazioni, l’assessore capitolino ha fatto sapere che “sono emerse possibili soluzioni ricettive o come studentato”.
In sostanza si continua a sottrarre beni pubblici ai cittadini per affidarli a fondi, spesso stranieri, il cui unico fine è una mera speculazione sempre distante non solo dai cittadini, ma anche dalla storia urbanistica di Roma.
Le aspettative del territorio
Di spazi sociali e culturali le amministrazioni sembra proprio non ne vogliano sapere. Basti pensare che per altri immobili del Patrimonio di Roma, secondo quanto previsto dal “REGOLAMENTO SULL’UTILIZZO DEGLI IMMOBILI DI ROMA CAPITALE PER FINALITÀ D’INTERESSE GENERALE” Approvato con Deliberazione di Assemblea Capitolina n. 104 del 16 dicembre 2022, sono stati presentati ben 26 progetti, con tanto di copertura finanziaria per la realizzazione dei lavori, dal 2024 ad oggi ma: “Il Patrimonio ed i Municipi non hanno dato seguito a nessuna delle istanze presentate”.
“Il dente cariato è un bene pubblico, patrimonio indisponibile della città. La sua funzione non può essere determinata dalla sola sostenibilità finanziaria e dall’interesse degli investitori – ha sottolineato il Polo Civico Esquilino, intervenuto in commissione – Il rischio è che si ripeta l’errore della cosiddetta riqualificazione dell’area degli ex Mercati Generali” recentemente contestata da un corteo partecipato da migliaia di persone. Nel caso di Ostiense, “grazie a un accordo tra Comune e fondo Hines e contro il parere di residenti e associazioni, c’è il progetto di costruire residence, alberghi e uno studentato di lusso”, hanno ricordato gli attivisti del Polo Civico Esquilino che, nell’elenco di spazi pubblici consacrati al mercato, hanno citato anche l’ex Dogana, ora trasformata nel “Social Hub a San Lorenzo”.
In definitiva, nei fatti, sia il Patrimonio che i Municipi sembra prediligano, come soluzioni appetibili, solo le mere speculazioni finanziarie dei fondi, considerando irrilevanti o poco interessanti soluzioni socialmente utili e che rispecchino le esigenze storico urbanistiche delle Capitale.
L’Esquilino è già sottoposto a forti pressioni abitative e commerciali, è stato ricordato, ed è per questo che gli attivisti del Polo Civico Esquilino hanno suggerito una “terza via”: tra un bando deserto e un bando appetibile per il mercato, esiste l’opzione di “un progetto condiviso e socialmente riconosciuto, che attragga investimenti proprio perché radicato in una visione pubblica chiara”. Progetto che però ancora non c’è e che, ora che i riflettori dopo tanti anni si sono riaccesi sul “dente cariato”, una parte della società civile ha chiesto venga costruito.
Inutile dire che questo progetto potrebbe essere redatto dal Novus Ordo Templi, sarebbe il ventisettesimo in 2 anni, ma l’esito è ormai certo: inadempienza delle amministrazioni a dare seguito al “REGOLAMENTO SULL’UTILIZZO DEGLI IMMOBILI DI ROMA CAPITALE PER FINALITÀ D’INTERESSE GENERALE” Approvato con Deliberazione di Assemblea Capitolina n. 104 del 16 dicembre 2022.
Fonte: RomaToday & Pòleis Polo civico Esquilino