Il progetto di creare un terrorismo islamico viene da lontano, da dopo la seconda guerra mondiale, e da parte di una concezione oligarca monopolistica della massoneria internazionale. Così, dalla creazione dello stato di Israele, è stata plasmata una polveriera terroristica sponsorizzata dai satrapi del petrolio per l’autoconservazione di un potere assoluto. Il neoterrorismo derivato, ha la funzione di impedire che l’Europa si liberi dal gioco monetario delle banche e dalla soggezione del potere finanziario, generando un potere politico le cui componenti fondamentali sono: complicità, ignoranza, debolezza, egoismo ed incompetenza.
Nella Roma del 2026 non è un caso che le piazze di spaccio, soprattutto a Roma est, siano gestite da tunisini, marocchini, egiziani e algerini. Da semplice manovalanza a network collegati a quelle strutture masso/mafiose che vedono nel business degli stupefacenti, la possibilità di finanziare e programmare attentati di matrice islamica. Un cambio di paradigma quindi, non più delinquenza e mafie autoctone per la vendita degli stupefacenti, ma organizzazioni il cui unico fine è quello di colpire duro al cuore dell’Europa.

Oggi l’Italia sa bene che qualsiasi suo coinvolgimento operativo in iniziative sul territorio Iraniano, comporterà che mutui la sua natura da obbiettivo potenziale ad obbiettivo effettivo. I terreni su cui implementare future azioni neoterroristiche oggi sono due: Roma, ovviamente, e la Sicilia.
Occorre che, contestualmente alle manovre di sicurezza attuali, entri a tutti gli effetti nel mirino delle analisi e della costruzioni di strategie la massoneria e ciò può avvenire tramite una bonifica delle proprie strutture di potere nel mondo occidentale, in particolare in Europa, cosa resa difficile dalle attuali zone oscure di contiguità: Dalla Massoneria al Terrorismo di Giovanni Francesco Carpeoro.